Tesina di Maturità  ·  Esame di Stato 2026

Come si passa da un'Europa segnata da guerre mondiali e totalitarismi alla nascita di una democrazia basata sui diritti?

Candidato Manuel SCOPACASA — Esame di Stato 2026 — Istituto San Benedetto, Pomezia — Liceo Scientifico indirizzo Sportivo

Da Olbia a Pomezia, candidato privatista

Mi chiamo Manuel Scopacasa, vivo a Pomezia (RM) e mi presento all'Esame di Stato 2026 come candidato privatista presso l'Istituto San Benedetto di Pomezia, indirizzo Liceo Scientifico Sportivo.

Fino alla II classe
Liceo "Mossa" — Olbia

Inizio del liceo scientifico al nord Sardegna.

III – IV classe
Liceo "Copernico" — Pomezia

Trasferimento a Pomezia, indirizzo Scienze Applicate. Inizio del PCTO con TECHNETPRO Srl.

Esame di Stato 2026
Candidato privatista — Istituto San Benedetto, Pomezia

Indirizzo Liceo Scientifico Sportivo. Studio autonomo, metodo strutturato.

Studiare da soli insegna ad essere autonomi prima ancora che colti

Un percorso non lineare che ha richiesto adattabilità e — soprattutto — metodo. Studiare da privatista significa organizzare ogni giornata senza l'inquadramento della classe, trovare le risorse, mantenere il ritmo. È una scuola di autonomia prima ancora che di materie.

Il metodo
Privatista Metodo autonomo gideon

Costruire gideon non è stato separato dallo studio: è stato lo studio. L'AI tutor vocale che allena le risposte orali, il sillabus interattivo, la simulazione della commissione — sono tutti strumenti che ho progettato per me stesso mentre imparavo a usarli.

Il mio metodo di studio l'ho anche programmato.

Lo sport, che è il cuore dell'indirizzo, mi ha insegnato la stessa cosa: la prestazione non arriva per caso, arriva da un piano di allenamento. Studiare per la maturità è la stessa disciplina applicata alla testa invece che al corpo.

I luoghi della tesina, percorsi a piedi

Non curiosita di vedere ma proposito di ispirarvi vi conduca

Iscrizione lapidea sul sacrario di Redipuglia: Non curiosita di vedere ma proposito di ispirarvi vi conduca
— Lapide del sacrario di Redipuglia
Kobarid (Caporetto) · Slovenia

La disfatta, incontrata per caso

Caporetto oggi si chiama Kobarid. Ci sono arrivato per caso, esplorando il territorio dove vivevo al ritorno dall’Australia: davanti al sacrario ho incontrato la storia prima di studiarla.

Il sacrario italiano di Kobarid al tramonto, sul colle di Sant’Antonio
Il sacrario italiano di Kobarid, sul colle di Sant’Antonio — oggi in Slovenia.
Lapide del sacrario di Kobarid con la scritta Onore a voi
Lapide bilingue italiano-sloveno del sacrario di Kobarid: 7014 italiani caduti 1915-1918
La lapide parla in italiano e in sloveno, come lo studente davanti alla commissione — figlio di una storia che ha cambiato frontiere.
Redipuglia · Gorizia

Il Carso di Ungaretti

Redipuglia, sul Carso di Ungaretti. Centomila volte la parola Presente: i Soldati della sua poesia, qui, hanno un indirizzo.

Si sta come d’autunno — Giuseppe Ungaretti, Soldati (1918), frammento
I gradoni del sacrario di Redipuglia: le scalinate di pietra con le lapidi dei caduti
I gradoni del sacrario di Redipuglia, sul Carso.
Iscrizione sul sacrario di Redipuglia: O viventi che uscite
Dettaglio delle lapidi del sacrario di Redipuglia con i nomi incisi nella pietra
Le lapidi riportano nome, date, reparto. Una: Margherita Kaiser Parodi, 16.V.1897–1.XII.1918, infermiera volontaria CRI, medaglia di bronzo.
Manuel Scopacasa davanti al sacrario di Redipuglia
Davanti al sacrario di Redipuglia.
Manuel Scopacasa nella trincea del Carso, il paesaggio dove Ungaretti scrisse
La trincea del Carso: il paesaggio dove Ungaretti scrisse.

L'uomo di fronte alla crisi del Novecento

Un unico filo rosso — cosa rimane dell'uomo quando crollano le sue certezze? — attraverso le quattro materie d'esame. Dalla Grande Guerra alla Costituzione del 1948, passando per Leopardi e Ungaretti, fino alla matematica di Hiroshima.

Storia
Dal 1914 al 1948 — dalla Grande Guerra alla Costituzione
Italiano
Leopardi, Verga, Ungaretti
Diritto
La Costituzione italiana del 1948
Matematica
Decadimento radioattivo — la matematica della bomba

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Storia
Sette argomenti — dal 1914 al 1948
1.1 Il “secolo breve”

Lo storico britannico Eric Hobsbawm ha definito il Novecento “il secolo breve”, facendolo cominciare nel 1914 con la Prima guerra mondiale e finire nel 1991 con il crollo dell'Unione Sovietica.

La parte che riguarda la mia tesina va dal 1914 al 1948: trentaquattro anni in cui l'Europa è passata dal sogno della Belle Époque alla Costituzione repubblicana, attraverso due guerre mondiali, tre totalitarismi e lo sterminio sistematico di milioni di persone.

1.2 La Prima guerra mondiale (1914-1918)

Cause molteplici: nazionalismi, imperialismi coloniali, alleanze contrapposte, corsa agli armamenti, “polveriera balcanica”. L'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 è la scintilla che fa esplodere tensioni decennali.

L'Italia entra in guerra nel maggio 1915 a fianco di Francia, Regno Unito e Russia (Patto di Londra) e apre un fronte alpino contro l'Impero austro-ungarico. È una guerra di posizione, fatta di trincee, attacchi frontali, gas, perdite enormi.

I luoghi della mia tesina sono qui: il sacrario di Kobarid (Caporetto), il monumento ossario di Redipuglia, le trincee del Carso dove Ungaretti scrisse L'Allegria. Disfatta di Caporetto (ottobre 1917), vittoria di Vittorio Veneto (ottobre 1918). Bilancio: 17 milioni di morti, 650.000 italiani.

1.3 Il dopoguerra italiano e l'ascesa del fascismo

L'Italia esce dalla guerra “vittoriosa” ma esausta: un milione di feriti, disoccupazione di massa, inflazione, una “vittoria mutilata” che alimenta il rancore. Il biennio rosso (1919-1920) vede scioperi, occupazioni delle fabbriche, paura della rivoluzione bolscevica.

Nel 1922 la marcia su Roma porta Mussolini al governo; nel 1925-1926 le leggi fascistissime smantellano lo Stato liberale e creano una dittatura. Nel 1938 le leggi razziali italiane, fotocopia di quelle di Norimberga del 1935, espellono gli ebrei italiani dalle scuole e dai pubblici uffici.

1.4 I tre totalitarismi a confronto

Hannah Arendt, ne Le origini del totalitarismo, individua i tratti comuni dei regimi totalitari del Novecento: partito unico di massa, ideologia totalizzante, terrore di Stato, eliminazione del nemico interno, mobilitazione permanente.

Fascismo italiano, nazionalsocialismo tedesco e stalinismo sovietico condividono questa struttura, con differenze importanti: il nazismo aggiunge l'antisemitismo biologico che porterà alla Shoah; lo stalinismo i gulag e le purghe; il fascismo italiano un'evoluzione più tardiva e imitativa rispetto al modello tedesco.

1.5 La Seconda guerra mondiale (1939-1945)

Dal patto Molotov-Ribbentrop dell'agosto 1939 all'invasione della Polonia il 1 settembre, la guerra dilaga in Europa, poi in Africa, poi nel mondo. L'Italia entra in guerra nel giugno 1940.

Dopo l'8 settembre 1943 il paese è spaccato a metà: la Repubblica Sociale Italiana al Nord, il Regno del Sud, in mezzo la guerra civile della Resistenza che durerà fino al 25 aprile 1945. In Europa la guerra finisce con la resa tedesca dell'8 maggio 1945. Nel Pacifico durerà ancora tre mesi.

1.6 Shoah e Hiroshima — la doppia frattura morale

Due eventi simbolici concentrano il senso di catastrofe morale del Novecento: la Shoah e Hiroshima. Sei milioni di ebrei europei furono assassinati nei campi di sterminio nazisti. Il 6 e il 9 agosto 1945, due bombe atomiche americane distrussero Hiroshima e Nagasaki: oltre 200.000 morti complessivi, in gran parte civili.

Hiroshima non chiude solo la guerra del Pacifico: apre l'era nucleare. La bomba era frutto del Progetto Manhattan; per la prima volta nella storia la scienza diventava capace di estinguere città in pochi secondi. Il decadimento radioattivo — una legge naturale che la matematica descrive con eleganza — diventava arma di sterminio.

1.7 La rinascita repubblicana (1946-1948)

Il 2 giugno 1946 il referendum istituzionale sceglie la Repubblica; lo stesso giorno l'Italia elegge l'Assemblea Costituente, in cui per la prima volta votano anche le donne. La Repubblica vince con 12,7 milioni di voti contro 10,7.

L'Assemblea Costituente, presieduta da Umberto Terracini, lavora per diciotto mesi. La Costituzione viene approvata il 22 dicembre 1947 ed entra in vigore il 1 gennaio 1948. La storia italiana del Novecento culmina lì: con un patto fondativo che cerca di rendere irripetibile ciò che era appena accaduto.

Italiano
Tre voci della crisi novecentesca
2.1 Giacomo Leopardi — il precursore (1798-1837)

Leopardi appartiene all'Ottocento ma pensa il Novecento. La sua riflessione sul dolore esistenziale, sulla “natura matrigna”, sul vuoto sotto le illusioni umane è il primo seme di tutto ciò che la mia tesina racconta cento anni dopo.

Nell'Infinito (1819) la siepe che blocca lo sguardo diventa la condizione umana: vediamo sempre troppo poco, e in quel “troppo poco” il pensiero si annega “dolcemente”.

Nel Canto notturno di un pastore errante dell'Asia (1829-1830) il pastore interroga la luna sul senso della vita; la luna tace. La natura tace; l'uomo è solo davanti al cosmo che non lo riguarda. Cento anni dopo, nelle trincee dell'Isonzo, Ungaretti scriverà la stessa solitudine con altre parole.

2.2 Giovanni Verga — la crisi sociale dei vinti (1840-1922)

Verga è il primo grande scrittore italiano che mette in primo piano gli sconfitti dalla modernità. Nel Ciclo dei Vinti — di cui I Malavoglia (1881) è il primo romanzo — l'industrializzazione, il mercato, lo Stato unitario sono forze impersonali che travolgono chi non riesce a tenerne il passo.

I Malavoglia è la storia di una famiglia di pescatori di Aci Trezza che prova a salire la “fiumana del progresso” e ne viene risucchiata: la barca Provvidenza naufraga, i lupini si perdono, padron 'Ntoni perde la casa, il nipote scappa al Nord.

Verga inventa lo straniamento: il narratore prende il punto di vista del paese, parla come parlano gli abitanti di Aci Trezza, sparisce dietro le loro voci. I “vinti” del 1881 sono già i fragili del Novecento.

2.3 Giuseppe Ungaretti — la guerra in trincea (1888-1970)

Vita. Nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1888, da genitori toscani emigrati. L'italiano gli arriva da casa, “da lontano”. Nel 1912 si trasferisce a Parigi; frequenta Apollinaire. Allo scoppio della Grande Guerra si arruola volontario e finisce sul Carso, fante di trincea. Lì scrive le poesie che lo renderanno famoso.

Il parallelo con me. Ungaretti scopre l'italiano come una lingua conquistata da lontano. Io sono nato in Sardegna, sono cresciuto in Australia, sono tornato in Italia da ragazzo e oggi do l'esame in una lingua riconquistata pezzo per pezzo. La lapide bilingue del sacrario di Kobarid, che parla in italiano e in sloveno per i 7014 caduti italiani, parla la stessa lingua doppia di Ungaretti — e parla anche la mia.

L'Allegria (1916-1931). Prima e più importante raccolta. Poesie brevissime, spesso di una sola riga; verbi all'infinito; parole isolate come grida.

Veglia (Cima Quattro, 23 dicembre 1915). Veglia notturna accanto al cadavere di un compagno massacrato. La chiusa è fra le più belle del Novecento: di fronte alla morte di massa, non sono mai stato così attaccato alla vita.

Soldati (Bosco di Courton, luglio 1918). Una poesia-paragone: i soldati come foglie d'autunno sugli alberi. Davanti ai gradoni di Redipuglia con i centomila nomi, è la poesia da ricordare.

San Martino del Carso (agosto 1916). Il paese è raso al suolo; non resta che “qualche brandello di muro”. Nel cuore del poeta, però, “nessuna croce manca”.

I luoghi del sopralluogo. Sacrario di Kobarid sul colle di Sant'Antonio (7014 caduti), lapide bilingue italiano-sloveno, gradoni di Redipuglia, Margherita Kaiser Parodi (1897-1918, infermiera CRI, unica donna sepolta in un sacrario militare), epigrafe di Redipuglia “Non curiosità di vedere ma proposito di ispirarvi vi conduca”.

Diritto
Sei argomenti — dalla concessione del 1848 alla rinascita del 1948
3.1 Lo Statuto Albertino (1848-1948)

Lo Statuto Albertino, promulgato da Carlo Alberto di Savoia nel marzo 1848, è la prima carta costituzionale del Regno di Sardegna; è poi rimasto in vigore per il Regno d'Italia fino al 1948.

Era una “costituzione concessa” (octroyée) dal sovrano, flessibile (modificabile con legge ordinaria) e breve. Proprio la sua flessibilità permise al fascismo di smontarla dall'interno senza mai abolirla formalmente, con le leggi fascistissime del 1925-1926. È una lezione di tecnica costituzionale che la Repubblica imparerà bene.

3.2 Le leggi razziali del 1938

Nel novembre 1938 il Regno d'Italia approva un pacchetto di norme che esclude gli ebrei italiani dalle scuole, dai pubblici uffici, dai matrimoni misti, dalla proprietà di certi beni.

È il punto più basso della storia giuridica italiana moderna: la legge diventa strumento di discriminazione sistematica. La Costituzione del 1948 nascerà tenendo presente quella ferita — e l'articolo 3 sarà la risposta diretta.

3.3 Dalla Resistenza alla Costituente

Il 2 giugno 1946 si svolgono contemporaneamente il referendum istituzionale (Repubblica vs Monarchia) e l'elezione dell'Assemblea Costituente, con suffragio universale che include per la prima volta le donne. La Repubblica vince con 12,7 milioni di voti contro 10,7.

L'Assemblea Costituente, presieduta da Umberto Terracini, lavora per diciotto mesi. La Costituzione viene approvata il 22 dicembre 1947 ed entra in vigore il 1 gennaio 1948.

3.4 La Costituzione del 1948 — struttura e principi

La Costituzione è rigida (modificabile solo con procedura aggravata, art. 138), lunga (139 articoli più 18 disposizioni transitorie e finali) e scritta dopo una catastrofe: ogni articolo è una promessa “questo non deve più accadere”.

I Principi fondamentali (artt. 1-12) sono il cuore: democrazia, lavoro come fondamento della Repubblica (art. 1), diritti inviolabili (art. 2), uguaglianza formale e sostanziale (art. 3), ripudio della guerra come strumento di offesa (art. 11).

L'articolo 3 — pari dignità sociale, uguaglianza davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali — è la risposta giuridica diretta alle leggi razziali del 1938.

3.5 La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (1948)

A pochi mesi dall'entrata in vigore della nostra Costituzione, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva a Parigi (10 dicembre 1948) la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, redatta da una commissione presieduta da Eleanor Roosevelt.

Trenta articoli che proclamano i diritti come universali, inalienabili, dovuti a ogni essere umano “per il solo fatto di esistere”. Non è un trattato vincolante, ma diventa il pilastro morale del diritto internazionale dei diritti umani.

3.6 Norimberga e il diritto internazionale penale

Il processo di Norimberga (1945-1946) introduce un'innovazione giuridica enorme: i comandanti nazisti vengono processati per “crimini contro l'umanità” — una categoria che fino a quel momento non esisteva nel diritto internazionale.

È la nascita del diritto penale internazionale, che oggi vive nella Corte Penale Internazionale dell'Aja.

Matematica
Quattro tappe — dall'esponenziale a Hiroshima
4.1 La funzione esponenziale

La funzione esponenziale f(t) = a · e^(kt) è una delle funzioni più importanti della matematica e descrive una quantità enorme di fenomeni naturali: crescita di popolazioni, scarica di un condensatore, raffreddamento di un corpo, propagazione di un'epidemia.

Caratteristica sorprendente: la sua derivata è proporzionale alla funzione stessa. Cresce o decresce a un ritmo che dipende dal suo valore corrente.

4.2 La legge del decadimento radioattivo

Quando k è negativo, la funzione descrive una decrescita esponenziale. La legge del decadimento radioattivo afferma che il numero N(t) di atomi radioattivi presenti in un campione al tempo t segue la legge N(t) = N₀ · e^(-λt).

Qui N₀ è il numero iniziale di atomi e λ (lambda) è la costante di decadimento, caratteristica di ogni isotopo. È una legge naturale, scoperta sperimentalmente da Rutherford agli inizi del Novecento.

4.3 Il tempo di dimezzamento

Caratteristica notevole del decadimento esponenziale: il tempo di dimezzamento (half-life). È il tempo necessario perché metà degli atomi iniziali decada. Dalla legge si ricava T½ = ln(2) / λ ≈ 0,693 / λ.

È costante. Non dipende da N₀: qualunque sia la quantità iniziale, dopo ne resta la metà; dopo 2·T½ un quarto; dopo 3·T½ un ottavo. Carbonio-14 (datazione archeologica): ~5730 anni. Uranio-235: ~700 milioni di anni. Iodio-131 (medicina nucleare): ~8 giorni.

4.4 Collegamento a Hiroshima

L'uranio della bomba di Hiroshima era arricchito a circa l'80% di Uranio-235. In un'esplosione nucleare la reazione di fissione si propaga “a catena”: ogni nucleo che si rompe libera neutroni che colpiscono altri nuclei. Se la massa supera la cosiddetta massa critica, la reazione si autoalimenta e in microsecondi libera un'energia spaventosa.

Dopo l'esplosione, ciò che resta dei materiali fissili continua a decadere secondo la legge esponenziale: ed è quel decadimento residuo, prolungato per anni, che ha causato gli effetti tardivi sulla popolazione di Hiroshima e Nagasaki (tumori, leucemie).

La stessa formula che ci permette di datare un osso paleolitico ci dice anche per quanto tempo Hiroshima sarà rimasta “calda” dopo la bomba. La matematica non sceglie le parti: descrive ciò che esiste, qualunque esso sia. Le foglie d'autunno di Ungaretti cadono secondo questa stessa legge.

Vedi anche — l'agenda di studio Kanban dei giorni che mancano all'orale.

gideon

Interrogami tu, commissione — o lascia fare a lui.

Gideon è il mio assistente AI personale, costruito durante il PCTO con TECHNETPRO. Conosce la tesina a memoria: risponde alle domande della commissione, spiega qualsiasi argomento, simula l'esame orale in voce. Funziona meglio a schermo intero, sul suo portale dedicato.

L'AI come strumento, non come autore

Gideon non ha scritto la tesina al posto mio: l'ho scritta io. L'AI l'ho usata come palestra di esposizione — mi interroga, mi corregge, mi simula la commissione — e come motore di ricerca personale: cerca nelle mie schede di studio e cita.

So che cosa è un modello di linguaggio (un sistema statistico, non un'intelligenza in senso umano), so che può sbagliare inventando fatti — quello che gli esperti chiamano allucinazione — e so come abbiamo costruito gideon per arginare questo rischio: corpus chiuso fatto di schede che ho scritto io, un set di domande di controllo e un set di domande trabocchetto che gideon deve rifiutare. Conoscere i limiti dello strumento è parte di averlo usato bene.

Questa scelta non è esterna alla tesina: ne è l'ultima riga. Il Novecento ha messo l'uomo davanti alla crisi delle sue certezze — la guerra, la fede, la scienza che diventa bomba. Oggi una nuova certezza vacilla: il pensiero stesso, che credevamo solo umano, viene imitato da una macchina. Cosa rimane dell'uomo se anche pensare si può delegare? La risposta — la mia — è in questo orale: lo faccio io.

tesina.technologia-platform.it

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